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 SCHIAVE NELL’OSPIZIO “DELLE SORELLE MAGDALENE” DEGLI OSPIZI CATTOLICI

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AutoreMessaggio
filippo



Data d'iscrizione : 27.01.10
Età : 37

MessaggioOggetto: SCHIAVE NELL’OSPIZIO “DELLE SORELLE MAGDALENE” DEGLI OSPIZI CATTOLICI   Gio Feb 07, 2013 12:47 pm

Finalmente l’Irlanda chiede scusa dei 10.000 “Schiave delle Sorelle Magdalene”
nei suoi ospizi cattolici dove furono rinchiuse a chiave e brutalizzate da suore.

10.000 ragazze irlandesi furono inviate nelle lavanderie tra il 1922 e 1996

Taoiseach Enda Kenny ha presentato la propria apologia alle sopravvissute
e alle loro famiglie.
Le superstiti rifiutano l’apologia e domandano la piena ammissione
da parte dello stato e della chiesa.
C’è una campagna da 10 anni per un’ammissione e un indennizzo.
Le donne che hanno avuto la loro infanzia ‘rubata’, rinchiuse negli ospizi cattolici
hanno ricevuto ieri un’ammissione condizionata da parte del governo irlandese.

Oltre un periodo di 70 anni circa 10.000 ragazze furono mandate nelle lavanderie
“Magdalene” per lavorare gratuitamente sotto la sorveglianza delle monache.

Alcune furono mandate perchè erano figlie di madre sconosciute,
altre per crimini minori come non pagare il biglietto del treno



Circa 10.000 schiave furono mandate a lavorare senza rimunerazione
nelle ‘Lavanderie Magdalene’ per un periodo di 70 anni



Collera: Le superstite di Magdalene Marina Gambold,furono mandate nelle lavanderie
dove furono forzate a lavorare senza paga. In una conferenza di stampa all’albergo
Handel Hotel, Dublino, hanno rifiutato le apologie del governo irlandese.



Domande: Le superstite delle istituzioni cattoliche hanno domandato una più piena
e più franca ammissione da parte del governo e da parte dei coinvolti ordini religiosi.
Incredibilmente l’ultima delle dieci lavanderie che aveva lavato vestiti e biancheria
per i maggiori gruppi di alberghi, delle forze armate e anche del birraio Guiness
è rimasta in funzione fino al 1996. Erano state stabilite nel 1922.

Il Primo Ministro Enda Kenny ha presentato le proprie scuse per lo stigma
e le condizioni, dicendo che furono un prodotto di ‘Una dura e intransigente Irlanda.’
Taoiseach Enda Kenny ha presentato la propria apologia alle sopravvissute
e alle famiglie di quelle che morirono, ma solo un’apologia formale.

Le sue parole sono state respinte con sdegno dal gruppo delle vittime
che aveva insistito che le istituzioni erano peggio della prigione e hanno domandato
una dichiarazione più forte.

Il movimento segue un’inchiesta di 18 mesi presieduta dal senatore Martin McAlees
e ha trovato che una su quattro donne furono mandate alla lavanderia dallo stato.

Mr Kenny ha detto: ‘Dei residenti mandati nelle lavanderie Magdalene
per cause varie il 26 per cento furono inviati dallo stato.
Mi dispiace per quelle persone che hanno vissuto in quel tipo di ambiente





Dolore: Mary Smyth e Maureen Sullivan sopraffatte durante la conferenza stampa
tenuta da tutte le superstite di Magdalene.


Mary Smyth, Steven O'Riordan, e Maureen Sullivan furono tra il gruppo
che hanno rigettato le apologie di Taoiseach Enda Kenny



I sopravvissuti di Magdalene: (L-R) Marina Gambold, Mary Smyth, Steven O'Riordan,
Maureen Sullivan e Diane Croghan, tengono le copie del rapporto del governo
che dice di non avere trovato nessuna evidenza di abuso sessuale nelle lavanderie
e che il 10% delle detenute furono mandate dalle loro famiglie e il 10%
erano entrate di loro propria volontà.

L sopravvissute hanno rifutato le sue apologie e hanno domandato un’ammissione
più piena e più franca da parte del governo e dagli ordini religiosi coinvolti.

Maureen Sullivan, 60, superstite del Magdalene insieme alla vittima più giovane
ha detto “È il taoiseach delle persone irlandesi e non è una vera apologia’
Aveva 12 anni quando era stata presa da scuola e messa
nella ‘Lavanderia di Good Shepherd Magdalene’in New Ross, County Wexford
perchè il padre era morto e la madre risposata
Miss Sullivan ha detto che le era stato detto che avrebbe avuto un’educazione,
ma non aveva più rivisto i suoi libri di scuola.



Agghiacciante : Ecco ora l’interno della decadente Lavanderia Magdalene
di Carità delle Sorelle della Madonna a Sean McDermott St nel Nord di Dublino



Un’inchiesta ha scoperto che 2.124 di detenuti in istituti come quello
della decadente Lavanderia Magdalene di Carità delle Sorelle della Madonna
a Sean McDermott St nel Nord di Dublino (foto) furono mandati dalle autorità.

Ha detto che per 48 anni è stata perseguitata da memorie di un’infanzia perduta
e del lavoro fatto da schiava e domanda una piena apologia da parte del governo
e dagli ordini religiosi per avere rubato la sua educazione, nome, identità e vita.

Ha detto ‘Credo che ancora non credono, ma altre parti di questo rapporto
dichiara chiaramente che noi abbiamo detto la verità.

Dal giorno che aveva incominciato a lavorare nella lavanderia era nutrita
di pane e grasso dell’arrosto e poi fatto maglioni e corone del rosario
prima di andare a dormire.
Ha detto: ‘Era un lavoro faticoso e noioso.
‘Mi ricordo di essere nascosta in un tunnel quando gli ispettori del lavoro venivano.
Posso solo supporre che era perchè non avrei dovuto lavorare nella lavanderia.’



Circa 10,000 ragazze irlandesi erano costrette a lavorare senza stipendio
e soggette a un ristretto regime da parte delle suore che dirigevono le istituzioni.

‘Alla fine della settimana ero costretta di lavare i pavimenti della chiesa
invece di avere il tempo di giocare.
‘Le suore hanno distrutto la mia vita e non mi hanno mai permesso
di svilupparmi come una signorina.

'PRIGIONE PER LE SPARITE'

Fondata nel 19 secolo come rifugio per le prostitute,
Le Lavanderie Magdalena erano diventate delle prigioni per Ie ‘sparite.’
Orfane che non avevano nessun posto dove andare.
Ragazze singole che si erano trovate incinte e abbandonate
in uno stato moralmente repressivo.
Bambine i cui genitori non avevano più i mezzi per mantenerle.
Quelle giudicate dai preti di essere ‘un pericolo morale
perchè erano troppo belle e flirtavano.
Donne per un crimine come non avere pagato il biglietto del treno.
La maggioranza di quelle incarcerate erano per minori offense
come rubare e vagabondaggio.

Mary Smyth, 60 anni, un’altra sopravvissuta ha detto che era forzata
di seguire nei passi di sua madre che era stata una delle prime donne
messa in Magdalene quando era rimasta incinta.
Ha detto che era trattata come una schiava e le avevano tolto la dignità, identità e vita.
‘Il mio nome fu cambiato, i capelli tagliati e preso tutte le mie possessioni.
Non avevo mangiato per tre settimane. Volevo morire.
Miss Smyth ha descritto il suo tempo nel Convento Cattolico del Buon Pastore
in Well, Cork come Inferno.
Ha detto: ‘Era orrendo e disumano. Peggio di una prigione.
Era la distruzione dell’anima. Non mi lascia mai.

L’inchiesta del senatorel McAleese ha trovato che le donne erano forzate
nelle Lavanderie Magdalene per offese minori.
Malgrado lo stigma di essere conosciuta come Maggies – termine per una prostituta –
solo un piccolo numero di donne furono messe dentro per prostituzione.*

Nel 2011 Il Comitato dell’ONU contro le torture aveva chiesto al governo irlandese
di fare un’inchiesta sul trattamento delle donne nelle Lavanderie.

L’inchiesta di McAleese aveva trovato che più del 40% erano state incarcerate
per più di un anno.
Nel 2002 un film intitolato : Le Sorelle Magdalene’ scritto e diretto da Peter Mullan
descrive la storia di tre ragazze che furono mandate nelle ‘Lavanderie Magdalene.’



Una placca dedicata alle superstite della Lavanderia Magdalene a St Stephens Green
in Dublin.
Tra il 1922 e il 1996 circa 10,000 ragazze irlandese furono mandate
nelle lavanderie e costrette a lavorare senza stipendio




Situazione: Le Sorelle Magdalene, interpretato da Dorothy Duffy, Nora-Jane Noone
e Anne-Marie Duff descrive la storia di tre ragazze messe in una di queste lavanderie




Una scena delle Sorelle di Magdalene Sisters, una ragazza è umiliata in fronte di una suora



Nel 2011 Mail ha intervistato Sarah Williams che ha passato due anni
a lavorare in due diverse Lavanderie Magdalene, ha dato un resoconto
straziante della vita nelle istituzioni:

Sveglia alla 6 del mattino, teste avvolte in veli neri andavano alla Messa
nel freddo convento.
Colazione alle 7 del mattino di aannaffiato porridge freddo, te e pane
e poi ritorno alla capella per una seconda messa.
Poi nella lavanderia a lavare, bollire, asciugare, stirare e ripiegare..
Era permesso una pausa per la zuppa prima delle 6 di sera.

Alle 7.30 di sera chiuse a chiave nelle celle arredate di un secchio
e un letto di ferro e un’altra tazza di zuppa talmente fredda
che cercavamo di riscaldarla sulla tubatura nelle nostra stanza.

La ricreazione era di mezz’ora ascoltando la radio dopo il lavoro.
Durante il lavoro ci doveva essere assoluto silenzio
o recitare il rosario.
Durante la notte le povere ragazze piangevono sperando di dormire.
Una minima offesa come trascurare di indossare il cappello istituzionale
o ridere sarebbe risultato con un colpo alla testa con un mazzo
di chiavi da parte della irata suora.

‘Piangevo e piangevo ogni notte’ ricorda Sarah. ‘ Potevo sentire il traffico
sulla strada e qualche volta mi arrampicavo alla finestra in ferro
per vedere se potevo vedere qualcosa sulla strada.
L’unico nostro esercizio era una mezz’ora a camminare in due
fuori nel cortile.

L’autorità delle monache era assoluta, le ragazze dovevano
domandare il permesso di andare al gabineto e se qualche ragazza
faceva un passo fuori della linea veniva rinchiusa in camera sua
con solo pane e acqua per moltissimi giorni.

Non lavoreramo di Domenica quindi eramo autorizzate a scrivere
delle lettere che poi venivano lette dalle suore.
Io scrivevo spesso a mia zia implorando di venire e prendermi,
ma credo che non abbia mai ricevuto le lettere.
Tutte le lettere erano lette dalle suore in pubblico.
Non ci erano mai state date.
Una volta al mese eravamo autorizzate a ricevere dei visitatori
ma i miei soli visitatori erano le donne della Legione di Maria
che dichiaravano che ero trattata molto bene


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