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  1 CORINZI 14

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AutoreMessaggio
filippo

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Data d'iscrizione : 27.01.10
Età : 38

MessaggioTitolo: 1 CORINZI 14   Sab Apr 30, 2011 6:38 pm


Nel capitolo 14 Paolo continua gli stessi argomenti
che aveva scritto nel capitolo 13,

Nel verso 8 ha spiegato che la carità non avrà mai fine,
ma le varie lingue cesseranno e la scienza svanirà.

Questo prepara la scena per il capitolo 14.

1 Corinzi 14:1 Ricercate la carità. Aspirate pure anche ai doni
dello Spirito, soprattutto alla profezia

In questo verso è stato riassunto il tipo di vita
che si dovrebbe avere.

Primo: Si dovrebbe cercare la carità

É possibile ottenere questo tipo di vita solamente
con lo Spirito Santo dimorante in noi.

É assolutamente impossibile senza lo Spirito Santo.

1 Corinzi 13:4 La carità è paziente, è benigna la carità;
non è invidiosa la carità, non si vanta, non si gonfia,
1 Corinzi 13:5 non manca di rispetto, non cerca
il suo interesse, non si adira, non tiene conto del male ricevuto,
1 Corinzi 13:6 non gode dell'ingiustizia, ma si compiace
della verità.

1 Corinzi 13:7 Tutto copre, tutto crede, tutto spera,
tutto sopporta.
1 Corinzi 13:8 La carità non avrà mai fine. Le profezie
scompariranno; il dono delle lingue cesserà e la scienza
svanirà.

Secondo: Si dovrebbe desiderare profetizzare

Terzo: Si dovrebbe desiderare I doni spirituali.

In pratica il centro fondamentale di molti gruppi ‘cristiani’
è ricevere ‘i doni spirituali.’

Peggio ancora credono che devono essere insegnati non soltanto
le lingue ma anche « l’argento o oro la sua polvere, o olio
che alla fine sparisce, o fare rumori animaleschi o altre cose strane.

Qual’è lo scopo di queste manifestazioni?

Come può la nostra condizione spirituale e fisica trarre vantaggio?

Si dovrebbe invece cercare ‘ l’oro purificato dal fuoco’
come dichiarato nell’Apocalisse 3:18 che non perirà mai.

1 Corinzi 14:2 Chi infatti parla con il dono delle lingue
non parla agli uomini, ma a Dio, giacchè nessuno comprende,
mentre egli dice per ispirazione cose misteriose.

Se ci troviamo in una riunione e parliamo una lingua che gli altri
non capiscono è di scarso aiuto per quelli che sono presenti.

1 Corinzi 14:3 Chi profetizza, invece, parla agli uomini
per loro edificazione, esortazione e conforto.

Ecco nel verse 3 gli scopi specifici del profetizzare.
1.) Edificare
2.) Esortare
3.) Confortare

Possiamo vedere che è completamente diverso di avere
un ufficio di profeta.

Non ha niente a che fare con il predire il futuro.

Quello che esce dalla bocca dovrebbe giovare agli altri.

Queste sono le qualità che ogni vero credente con lo Spirito
Santo dimorante in lui dovrebbe avere come parte intrinsica
del proprio essere.

Dovrebbe essere normale che quando parliamo alle genti
questi si sentino elevati, incoraggiati e confortati.

1 Corinzi 14:4 Chi parla con il dono delle lingue edifica
se stesso, chi profetizza edifica l'assemblea.

Questo verso approfondisce il verso 2.

Giova a voi quando parlate in una lingua che solo voi capite.

Giova ai vostri ascoltatori quando parlate in una lingua
che capiscono

1 Corinzi 14:5 Vorrei vedervi tutti parlare con il dono delle lingue,
ma preferisco che abbiate il dono della profezia;
in realtà è più grande colui che profetizza di colui che parla
con il dono delle lingue, a meno che egli anche non interpreti,
perché l'assemblea ne riceva edificazione.

Parlare una lingua straniera è molto utile per trattate
con persone che parlano una lingua diversa,

Siamo benedetti di avere due traduttori che traducono
alcuni dei nostri documenti in italiano, francese e spagnolo.

I messaggi possono aiutare solamente quelli che parlano
queste lingue.

Non si tratta di essere meglio di un’altra persona, ma occorre
avere il messaggio prima di potere fare la traduzione o l’interprete.

É buon senso!

Quindi è meglio profetizzare piuttosto che parlare un’altra lingua.

Profetizzare come definito sopra dovrebbe fare parte
dell’arsenale di ogni credente.

Paolo dice che se parlate una lingua straniera e non c’è nessuno
che la interpreta, tu dovresti interpretarla.

Quindi se sono capace di dare un messaggio in francese
e ho detto qualche parola in inglese, sono obbligato a tradurre
in francese quello che ho detto in inglese cosicchè l’assemblea
possa capire ed essere edificata.

1 Corinzi 14:6 E ora, fratelli, supponiamo che io venga da voi
parlando con il dono delle lingue; in che cosa potrei esservi utile,
se non vi parlassi in rivelazione o in scienza o in profezia
o in dottrina?

Ecco altri scopi specifici del profetizzare.

4.) Rivelazione
5.) Conoscenza
6.) Dottrina

1 Corinzi 14:7 E' quanto accade per gli oggetti inanimati
che emettono un suono, come il flauto o la cetra;
se non si distinguono con chiarezza i suoni, come si potrà
distinguere ciò che si suona col flauto da ciò che si suona
con la cetra?

Ecco il settimo scopo nascoto in questo verso.

Accenna che ogni strumento ha un distinto suono.

Ci dice che questi strumenti non danno la vita.

Quindi quello che profetizziamo deve dare la vita.

7) Dare la vita

1 Corinzi 14:8 E se la tromba emette un suono confuso,
chi si preparerà al combattimento?
1 Corinzi 14:9 Così anche voi, se non pronunziate parole chiare
con la lingua, come si potrà comprendere ciò che andate dicendo?
Parlerete al vento!

Dobbiamo essere chiari come il sole e usare solamente parole
che possono essere facilmente capite da tutti.

Non dobbiamo mai parlare per darci delle arie e mostrare
il nostro presupposto intelletto, perchè è semplicemente
della vanità, niente altro che delle ciance.

1 Corinzi 14:10 Nel mondo vi sono chissà quante varietà
di lingue e nulla è senza un proprio linguaggio;
1 Corinzi 14:11 ma se io non conosco il valore del suono,
sono come uno straniero per colui chemi parla, e chi mi parla
sarà uno straniero per me.

La vanità intellettuale gonfierà, ma avrà l’effetto contrario
a quello voluto.

1 Corinzi 14:12 Quindi anche voi, poiché desiderate i doni
dello Spirito, cercate di averne in abbondanza, per l'edificazione
della comunità.

Paolo ci sta ancora dicendo che dobbiamo decidere
quali sono le cose più importanti per noi e piuttosto di desiderare
i doni spirituali dobbiamo cercare di fare estremanente bene
per l'edificazione della chiesa.

1 Corinzi 14:13 Perciò chi parla con il dono delle lingue,
preghi di poterle interpretare.

Per esempio, se un visitatore parla in una lingua che nessuno
capisce dovrebbe pregare per essere capace di interpretare
quello che sta dicendo in modo che tutti possano essere edificati,
altrimenti dovrebbe stare zitto.

1 Corinzi 14:14 Quando infatti prego con il dono delle lingue,
il mio spirito prega, ma la mia intelligenza rimane senza frutto.

Se leggo una preghiera in una lingua che non conosco,
non la capisco, quindi non so quello che dico.

1 Corinzi 14:15 Che fare dunque? Pregherò con lo spirito,
ma pregherò anche con l'intelligenza; canterò con lo spirito,
ma canterò anche con l'intelligenza.

Paolo dice che sia che preghi o canti capisce
quello che sta dicendo.

Quando ero impegnato con la musica, alcuni direttori
d’orchestra provavano piacere nell’eseguire in tedesco.

Senza mezzi termini avevo rifiutato perchè stavo eseguendo
per un pubblico inglese.

Qual’è lo scopo di cantare in tedesco per un pubblico inglese?

Dissero che era più musicale e io dissi che era semplicemenete
stupido.

É di capitale importanza che tutte le parole siano comprese
sia che parli o che eseguo della musica in pubblico.

Per questa ragione odio la ‘musica’, anche classica quando
non posso chiaramente comprendere le parole.

1 Corinzi 14:16 Altrimenti se tu benedici soltanto con lo spirito,
colui che assiste come non iniziato come potrebbe dire l'Amen
al tuo ringraziamento, dal momento che non capisce quello
che dici?
1 Corinzi 14:17 Tu puoi fare un bel ringraziamento, ma l'altro
non viene edificato.

Non potete dire ‘Amen’ per qualcosa che non capite.

Infatti è estremamente pericoloso dire Amen, che significa
‘così sia’, quando non sapete quello che approvate.

Quello che presumete sia una benedizione potrebbe essere
una maledizione.

Dicendo Amen riconoscete che accettate la maledizione.

1 Corinzi 14:18 Grazie a Dio, io parlo con il dono delle lingue
molto più di tutti voi;

Paolo aveva un ministero e viaggiava in molti posti, quindi
la benedizione del dono delle lingue era molto importante.

1 Corinzi 14:19 ma in assemblea preferisco dire cinque parole
con la mia intelligenza per istruire anche gli altri, piuttosto
che diecimila parole con il dono delle lingue.
1 Corinzi 14:20 Fratelli, non comportatevi da bambini
nei giudizi; siate come bambini quantoa malizia,
ma uomini maturi quanto ai giudizi.

Paolo sottolinea ancora l’importanza di capire quello
che una persona dice.

Nessuno capisce il farfugliare chiamato ‘parlare in lingue’.

É interessante che Paolo ci dice di comportarci da uomini
maturi quanto ai giudizi ma come bambini quanto a malizia,
in altre parole essere cauti ma non ingannati.

1 Corinzi 14:21 Sta scritto nella Legge: Parlerò a questo popolo
in altre lingue e con labbra di stranieri, ma neanche
così mi ascolteranno, dice il Signore.

L’Eterno non lascia nulla d’intentato per cercare
che il Suo popolo lo ascolti.

Sta usando persone da ogni luogo.

Tristemente la maggior parte hanno chiuso le orecchie
e rifiutano senza mezzi termini di ascoltare.

Sono comodi nel loro eccessivo compiacimento e pronti
per una doccia freddissima.

1 Corinzi 14:22 Quindi le lingue non sono un segno
per i credenti ma per i non credenti, mentre la profezia
non è per i non credenti ma per i credenti.

Le lingue furono un grande segno nel giorno di Pentecoste
per quelli che non credevano.

L’apostolo Pietro parlava in una lingua tuttavia le genti
di molte altre lingue ascoltavano e capivano quello che diceva.

Possiamo notare la forte impressione prodotta sugli ascoltatori.

Atti 2:11 Ebrei e prosèliti, Cretesi e Arabi e li udiamo annunziare
nelle nostre lingue le grandi opere di Dio.

Nessuna confusione come succede con ‘il parlare in lingue,’
ma piuttosto lode a Dio.

C’è una grande gioia per i credenti quando si profetizza
come definito in questo capitolo.

1 Corinzi 14:23 Se, per esempio, quando si raduna tutta
la comunità, tutti parlassero con il dono delle lingue
e sopraggiungessero dei non iniziati o non credenti,
non direbbero forse che siete pazzi?

Nel verso 11 Paolo si riferisce agli stranieri.

Se vi trovate in un gruppo come quello a Pentecoste
e tutti quanti incominciassero a parlare allo stesso tempo
ci sarebbe un caos completo da manicomio.

1 Corinzi 14:24 Se invece tutti profetassero e sopraggiungesse
qualche non credente o un non iniziato, verrebbe convinto
del suo errore da tutti, giudicato da tutti;
1 Corinzi 14:25 sarebbero manifestati i segreti del suo cuore,
e così prostrandosi a terra adorerebbe Dio, proclamando
che veramente Dio è fra voi.

C’è un forte contrasto tra il verso 23 e il verso 24

Se qualche non credente veniva ad una riunione
e ascoltava una persona che profetizzava come definito
precedentemente poteva avere un profondo impatto
e adorava Dio come dichiarato nel verso 25.

1 Corinzi 14:26 Che fare dunque, fratelli? Quando vi radunate
ognuno può avere un salmo, un insegnamento, una rivelazione,
un discorso in lingue, il dono di interpretarle. Ma tutto si faccia
per l'edificazione.

Paolo dice che quando andate ad una riunione dovete
essere pronti a fare una donazione.

Significa che la maggioranza delle riunioni sono imperfette,
in quanto l’unica persona che parla è ‘il Pastore’.

É anche detto che le donazioni non devono essere fatte
per amore proprio, ma piuttosto con lo scopo dell’edificazione.

Prendendo in considerazione le molte volte che Paolo
accenna ‘edificante’, c’è un forte contrasto con il parlare in lingue
che ha luogo al giorno d’oggi in molte riunioni.

Per mia personale esperienza non ho trovato edificante,
ma piuttosto l’opposto.

1 Corinzi 14:27 Quando si parla con il dono delle lingue,
siano in due o al massimo in tre a parlare, e per ordine;
uno poi faccia da interprete.

Ci dice che se c’è un gruppo multilingue in una riunione
con oratori multilingue si dovrebbe limitare il numero delle persone
che parlano e assicurarsi che ci sia un interprete.

Sono stato presente a tale riunione.

Tutte le persone di una lingua erano sedute insieme
e c’era un traduttore per ogni gruppo.

In molte riunioni furono date delle cuffie per ascoltare
la lingua richiesta.

1 Corinzi 14:28 Se non vi è chi interpreta, ciascuno di essi
taccia nell'assemblea e parli solo a se stesso e a Dio.

Senza un interprete colui che parla una lingua straniera
dovrebbere stare silenzioso e comunicare con Dio
nella sua mente.

1 Corinzi 14:29 I profeti parlino in due o tre e gli altri giudichino.
1 Corinzi 14:30 Se uno di quelli che sono seduti riceve
una rivelazione, il primo taccia:

Si parla di profetizzare e non di profeti.

Ancora una volta l’ordine viene messo in evidenza
e come la situazione deve essere trattata.

1 Corinzi 14:31 tutti infatti potete profetare, uno alla volta,
perché tutti possano imparareed essere esortati.

Ci è detto che tutti possono profetare, ma uno alla volta,
per il beneficio del corpo di Gesù Cristo.
1 Corinzi 14:32 Ma le ispirazioni dei profeti devono essere
sottomesse ai profeti,

Il soggetto ritorna ancora ai profeti.

É fatto chiaro che il farfugliare incontrollato non e accettabile.

Gli spiriti di quelli che sono profeti e quelli che veramente
profetizzano sono soggetti ad una lingua.

Quindi potete parlare o stare zitti se necessario.

1 Corinzi 14:33 perché Dio non è un Dio di disordine,
ma di pace.

Questo verso ci dice che dobbiamo essere in pace
e non nella confusione, orchestrata dal nostro avversario.

1 Corinzi 14:34 Come in tutte le comunità dei fedeli,
le donne nelle assemblee tacciano perché non è loro permesso
parlare; stiano invece sottomesse, come dice anche la legge.
1 Corinzi 14:35 Se vogliono imparare qualche cosa,
interroghino a casa i loro mariti, perché è sconveniente
per una donna parlare in assemblea.

A Corinto c’era il tempio di Diana e evidentemente dei scrosci
rumorosi non piacevoli durante le riunioni.

Non succedeva nel corpo di Gesù Cristo.

Le donne non parlavano in assemblea quando non capivano
qualcosa.

Aspettavano di ritornare a casa e chiedevano ai loro mariti

1 Corinzi 14:31 tutti infatti potete profetare, uno alla volta,
perché tutti possano imparare ed essere esortati.
1 Corinzi 14:36 Forse la parola di Dio è partita da voi?
O è giunta soltanto a voi?
1 Corinzi 14:37 Chi ritiene di essere profeta o dotato di doni
dello Spirito, deve riconoscere che quanto scrivo è comando
del Signore;

Paolo sfida quelli che pensano di essere profeti di riconoscere
che quanto dicono è comando del Signore.

1 Corinzi 14:38 se qualcuno non lo riconosce, neppure
lui è riconosciuto.
1 Corinzi 14:39 Dunque, fratelli miei, aspirate alla profezia
e, quanto al parlare conil dono delle lingue, non impeditelo.

Avete assistitito ad una messa in latino della chiesa cattolica?

Era veramente una lingua strana, una lingua morta.

Senza un ‘messale’ non si aveva la minima idea di quello
che era detto.

Chiaramente la messa ignora il soggetto in questo capitolo.

1 Corinzi 14:40 Ma tutto avvenga decorosamente e con ordine.

Ancora una volta Paolo ci ammonisce di aspirare alla profezia
e non impedire agli altri di parlare in altre lingue ma che tutto
avvenga decorosamente e con ordine.

Dobbiamo cercare la profezia.

Inevitabilmente significa che dobbiamo studiare la Parola di Dio
e cercare la Sua guida.

Sopportiamo tutti quelli che possiamo servire benchè
parlano un’altra lingua senza gurdarli dall’alto in basso.

Naturalmente dobbiamo distanziarci dall’inganno di Satana
‘parlare in lingue’ che può essere un punto d’entrata per lui.

Possiamo essere perfettamente sicuri che l’Eterno conosce
e capisce tutte le lingue che esistono, perchè le ha fatte Lui.

Conosce ogni nostro pensiero e ogni nostro discorso.
Non ci sono molte lingue dello “Spirito Santo”.

L’Eterno Dio ci parla chiaramente e noi possiamo parlargli
Chiaramente
.
Sia che lo ammettiamo oppure noi ci parla con parole semplici
che possiamo facilmente capire.

La questione essenziale è: «Ubbidiamo? »

Questa è la questione più importante che si trova di fronte
l’umanità al giorno d’oggi.

É la fonte di tutti I nostri problemi
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